
Dove si poteva celebrare il decimo anniversario del Campionato italiano di sci della Protezione civile, se non in Valle D'Aosta? Dal 26 al 28 gennaio 2012 il nostro grande raduno invernale sarà ospitato dalla Regione alpina per eccellenza, sulla quale svettano alcune delle montagne più famose del mondo: il Monte Bianco, il Cervino e il Monte Rosa, a cui piedi sorge la Val d'Ayas, splendido scenario per le gare di sci, escursioni e feste che ci accompagneranno lungo tutto l'arco della nostra manifestazione.
Il 'Monte Rosa' ci accoglie dal 26 al 28 gennaio 2012 per rinnovare il nostro tradizionale raduno invernale nello splendido comprensorio sciistico della Val d’Ayas, che con lo skipass Monterosa Ski ci permetterà di affrontare le piste da Champoluc a Franchey per arrivare, sci ai piedi, fino a Gressoney e ad Alagna, centri delle altre due vallate che completano il comprensorio.
La Direzione protezione civile intende procedere alla ricerca di sponsorizzazioni per la concessione di spazi pubblicitari nell’ambito della 10° Manifestazione Nazionale della Protezione civile denominata “Campionato italiano di sci della Protezione civile”
Nella sezione download è disponibile il programma della manifestazione aggiornato
Nella sezione download sono disponibili gli elenchi degli atleti iscritti alle gare. Si pregano i responsabili di ogni gruppo di verificare la correttezza dei dati. Ogni eventuale modifica deve essere comunicata non oltre le ore 18 di lunedì 23 gennaio 2012.
Disponibili nella sezione download le classifiche ufficiali dello slalom svoltosi il 27 gennaio 2012
Disponibili nella sezione download tutte le classifiche - Slalom, Fondo, Combinata e Snowboard - con i punteggi aggiornati.
E’ con grande piacere che apro questo incontro sui trent’anni della Protezione civile nazionale e sull’evoluzione del Sistema e colgo l’occasione per salutare e per ringraziare tutti i presenti per la partecipazione. Le giornate di Campionato, si sa, sono sempre molto intense e lo sforzo partecipativo di tutti voi è davvero apprezzato.
Vi presento brevemente la Protezione civile valdostana.
La nostra PC è nata ufficialmente nel 1983, con la legge regionale n. 4 del 18 febbraio, intitolata, appunto, “Istituzione dell’Ufficio regionale della protezione civile”.
La struttura nasce quindi come un semplice “Ufficio”, inserito nell’ambito del Servizio sistemazioni idrauliche e difesa del suolo dell’Assessorato dell’Agricoltura e delle foreste e si trasforma gradualmente, nel corso degli anni, sino ad assumere la configurazione di Direzione. Attualmente essa è parte di un più complesso Dipartimento – denominato Enti locali, servizi di prefettura e protezione civile, inquadrato nell’organigramma regionale direttamente sotto la Presidenza della Regione.
Le prime competenze in carico all’Ufficio di Protezione civile sono state quelle di coadiuvare la Presidenza della Regione in una serie di adempimenti che riguardano gli interventi operativi in caso di emergenze ma anche la prevenzione, la programmazione e la pianificazione.
Attualmente, le attività di protezione civile in Valle d’Aosta sono disciplinate dalla legge regionale 18 gennaio 2001, n. 5, “Organizzazione delle attività regionali di protezione civile” che riprende i principi contenuti nella legge nazionale 24 febbraio 1992, n. 225 (“Istituzione del servizio nazionale della protezione civile”), considerata un vero e proprio punto di svolta nella storia della protezione civile italiana.
Come ho accennato poc’anzi, la Valle d’Aosta aveva già dimostrato, fin dal 1983 particolare attenzione al modello di prevenzione e previsione riferito alla Protezione civile, ma con la legge regionale del 2001, prevenzione e previsione diventano due aspetti fondamentali, due competenze specifiche poste in capo alla Protezione civile, al pari delle attività “tradizionali” di soccorso e superamento dell’emergenza.
L’obbiettivo di questa legge è quello di creare un modello di governance del rischio a 360 gradi, provvedendo all’attività di intervento, in via preventiva e successiva, in riferimento ad eventi calamitosi o catastrofici, siano essi di fonte naturale o antropica.
Sulla base del principio di sussidiarietà, queste funzioni vengono ripartite tra la regione e gli altri enti locali (Comuni), delineando anche i rispettivi ambiti operativi di competenza.
Le innovazioni normative incidono giocoforza anche sulla natura dell’organizzazione della protezione civile che, tuttavia, nella pratica, si stava già orientando verso una visione di “sistema integrato”.
Il nostro modello è stato strutturato sulla falsariga di quello nazionale. Quindi, l’organizzazione del sistema di protezione civile non si esaurisce in un ente o in un organo ma integra le varie amministrazioni (regionale e comunali), secondo il modello delle amministrazioni composte a cui partecipano anche altri organismi pubblici, ma anche associazioni private e la società civile in generale.
Ne deriva un sistema integrato, policentrico e diffuso in maniera capillare sul territorio in cui operano tutti i soggetti che ho appena citato che, coordinati dalla Direzione di Protezione civile, conservano però tutta la loro autonomia organizzativa, istituzionale ed operativa.
L’impostazione è ovviamente adattata alla realtà valdostana che presenta alcune peculiarità di non poco conto che hanno influito in maniera rilevante sull’organizzazione del nostro sistema di protezione civile.
La peculiarità valdostana certamente più significativa ed importante, è l’attribuzione al Presidente della Regione delle competenze prefettizie, riconosciute dal DLgt 545/45.
Il presidente della Valle d’Aosta è quindi il titolare delle funzioni che nelle altre regioni sono di competenza del Presidente della Regione e del Prefetto. Pertanto, nelle situazioni di emergenza, è il Presidente, avvalendosi della Direzione regionale della Protezione civile che, ad esempio, presiede il Comitato regionale per la Protezione civile e dirige direttamente il Centro di coordinamento dei Soccorsi (C.C.S.).
Un'altra peculiarità decisamente rilevante per quanto riguarda la risposta alle emergenze, che consente di ottimizzare gli interventi, coordinando al meglio le risorse è legato alla regionalizzazione del Corpo dei Vigili del fuoco e del Corpo Forestale.
A tutto questo si aggiunga che le figure che ho nominato, cioè Protezione civile, Vigili del fuoco e Corpo Forestale, oltre al Soccorso Alpino e al 118 sono parte di un’unica Centrale che si chiama, appunto, Centrale Unica del Soccorso, organizzata proprio nell’ottica di dare maggiore unitarietà e coerenza agli interventi, sfruttando le sinergie virtuose che si creano attraverso la condivisione immediata e diretta delle informazioni.
Quindi, la figura del Presidente-Prefetto, la regionalizzazione del Corpo Forestale e di quello dei Vigili del fuoco, l’organizzazione del Sistema improntato sulla condivisione di informazioni per il tramite della CUS, consentono una certa immediatezza di intervento nell’emergenza.
E’ vero che siamo agevolati dal fatto che la Valle d’Aosta è una piccola regione e quindi qui è tutto a portata di mano anche se non bisogna sottovalutare la tormentata conformazione geofisica del nostro territorio che è per la quasi totalità montagnoso e che, come potete immaginare, non è certo un elemento a favore quando si parla di protezione civile.
E’ chiaro comunque che essendo piccoli, da noi tutto è concentrato rispetto alle altre realtà.
Anche la Direzione di Protezione civile è un concentrato di professionalità, grazie al quale può mantenere una struttura decisamente snella – leggera ma dinamica - che riesce a mettere in campo in maniera immediata le forze necessarie per fronteggiare le emergenze con capacità di risposta in tempi rapidi.
Alla Direzione si affiancano poi le associazioni di volontariato che offrono un valido sostegno ai professionisti. Anche in questo caso, visti i piccoli numeri rapportati alla dimensione regionale, abbiamo puntato sulla formazione e sulla specializzazione dei volontari in settori chiave. I nostri volontari sono portatori di speciali professionalità ed esplicano un’attività preziosa nell’azione globale durante le emergenze, oltre all’incalcolabile aiuto e sostegno che danno “sul campo” alle popolazioni colpite da calamità.
E qui andiamo a toccare un punto fondamentale dell’agire di protezione civile: la solidarietà che passa anche e soprattutto attraverso l’intervento dei soccorritori.
Durante l’alluvione del 2000 che ha duramente colpito la Valle d’Aosta, abbiamo avuto modo di apprezzare la solidarietà che ci è stata dimostrata dal Dipartimento Nazionale e dalle altre regioni, dagli Stati vicini come Francia e Svizzera che “sul campo” si sono trasformati da entità astratte e lontane in uomini e donne volenterosi, preparati, attrezzati e capaci.
Nonostante sia passato un po’ di tempo non abbiamo dimenticato quell’impagabile sensazione di affetto, di calore che deriva dalla solidarietà offerta da chi si mette al tuo fianco, si rimbocca le maniche insieme a te per aiutarti a ricominciare, a ripartire.
Non abbiamo dimenticato l’aiuto che ci è stato dato e che abbiamo voluto restituire con la stessa tenacia, con la stessa buona volontà alle popolazioni che, nel corso degli anni, sono state colpite da eventi calamitosi.
Questo è avvenuto già prima del 2000, ma con ancora maggiore convinzione ed entusiasmo dopo la “nostra” alluvione.
Siamo stati in Piemonte durante le alluvioni del 1992 e del 1994. Nel 1998 siamo intervenuti a seguito del terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche. Abbiamo partecipato all’iniziativa di solidarietà in aiuto dei profughi albanesi del Kosovo che nel 1999 fuggivano dalla guerra.
Siamo intervenuti nello Sri Lanka colpito dallo tzunami nel 2006 ed eravamo in Abruzzo, nel 2009, all’indomani di quel tragico terremoto. Siamo stati ad Haiti l’anno successivo e siamo andati nelle zone alluvionate di Veneto e Liguria nel 2010 e 2011. Sempre per portare la nostra solidarietà, per mettere a disposizione delle popolazioni colpite, le nostre diverse professionalità.
Questo Campionato di sci è importante anche per questo, perché aiuta a ricordare, perché rinsalda i legami tra le persone che magari si sono conosciute in situazioni di crisi e con le quali oggi, invece, si può condividere un momento più piacevole e rilassante. Queste persone sono quelle che materialmente fanno i Sistemi, sono le braccia le gambe, il cervello e anche il cuore della Protezione civile. Il Campionato da loro modo di incontrarsi oggi per non dimenticarsi un domani, quando saranno chiamate ad operare fianco a fianco per una delle tante, purtroppo sempre più frequenti, emergenze.
Il Campionato ha questa funzione speciale di “collante” del tessuto sociale di Protezione civile e, anche per questo, noi valdostani siamo fieri di aver potuto ospitare voi tutti nel decennale di una manifestazione così bella e vitale.
Nella sezione download è disponibile la classifca ufficiale a squadre della decima edizione dei campionati di sci della protezione civile
Sito web a cura della Protezione Civile Valdostana